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TRIGGIANO

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LA STORIA

Triggiano sorse nel x secolo in forma ipogea in un preesistente fossato o "castrum" scavato tra basso impero ed alto medioevo a protezione di una villa rustica o fattoria appartenuta al colono Trebius che dette il nome al luogo. La sua prima chiesa fu, come tutto l’abitato, ricavata in una grotta del predetto fossato. Nell’anno 983 la Pieve di San Martino (in loco Triviani) fu infeudata dall’Arcivescovo di Bari Paone a Leone d’Argiro che fu il primo feudatario del luogo. Fino al XV secolo Triggiano fu un Casale appartenente a Bari e pertanto come "pertinenza" o frazione della città fu priva di un proprio territorio e di un proprio Comune dipendendo totalmente sotto il profilo territoriale, amministrativo e giurisdizionale della vicina Città. Nel 1464 sotto Re Ferdinando d’Aragona Triggiano si costituì in Comune. Essendo stato acquistato il feudo di Triggiano da Bona Sforza, questa nel 1542 approvò i primi statuti petri che l’Università di Triggiano si era dati a salvaguardia della propria raggiunta autonomia. Tra il secolo XV e il XVI, anche a seguito di un eccezionale incremento demografico dovuto anche ad immigrazioni greco-albanesi, termina a Triggiano la cosiddetta civiltà delle grotte che fino ad allora l’aveva caratterizzata e si forma un nuovo abitato in superficie del quale il casale rupestre costituisce il supporto. Il nuovo borgo in superficie fu circondato di mura e fossato verso la fine del XVI secolo – Dopo la Signoria di Bona Sforza il feudo di Triggiano appartenne ininterrottamente alla famiglia Pappacoda fino ala eversione della feudalità (1806).

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