|

U'
carrizze
Si
organizzavano 2 squadre, e con la conta si decideva chi doveva
andare sotto (ava
scė sotte). Uno dei
componenti della squadra che di sotto, si metteva spalle a
muro per fare da cuscino, mentre gli altri si disponevano
piegati uno dietro all'altro, in modo che ogni ragazzo veniva
cinturato da quello che gli stava dietro. L'altra squadra
si preparava al salto ed uno alla volta con balzi il pių lungo
possibile si saltava sulle schiene dei compagni dell'altra
squadra.
Quando tutti i componenti della squadra avevano saltato, il
capo della squadra di sotto cominciava a contare fino a qundici
(la durata era variabile). Se la squadra di sotto riusciva
a sostenere il peso degli altri sino al termine della conta,
si invertivano le parti ed il gioco ricominciava.
Se, invece, la squadra di sotto non riusciva a sostenere il
peso, tutti scendevano e si ricominciava senza invertire i
ruoli.
Viceversa se uno dei ragazzi nel saltare perdeva l'equilibrio,
metteva un piede a terra o cadeva allora le squadre si invertivano
senza arrivare alla conta.
U'
verruzze
Era
la classica trottola, solitamente di legno o altri materiali,
con la punta di metallo. Si avvolgeva la corda intorno ad
essa, e con gesto repentino della mano veniva tirata imprimendo
cosė una rotazione alla trottola che iniziava in aria e si
concludeva a terra. Il gioco, spesso, consisteva nello spingere
la trottola avversaria verso un punto prestabilito.
(tratto
dal libro "Dai giochi della memoria ai nostri giorni"
del CRSEC - Regione Puglia) |